17/01/2015 - MOUNTAIN ATTACK 2015 - SAALBACH (AUT) - Tadei Pivk รจ il nuovo re di Saalbach. Suo il nuo record della gara..
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SAALBACH (AUT) - 16 gennaio 2015


Il gigante buono vince la Mountain Attack battendo un record storico il 2h26 di Guido Giacomelli che durava ormai da 8 anni e entra nella leggenda di questa durissima gara in notturna austriaca. Festa grande anche in casa Aldo Moro, ma soprattutto definitiva consacrazione per un atleta che in molti sino a qualche anno fa conoscevano solo per le performance podististiche. Per lui un 2h24'35" ufficioso che sarà veramente dura battere.

 

Degno di nota anche l'esordio del campione piemontese Damiano Lenzi. Al suo esordio in un'edizione dal livello stellare, l'alpino del Cs Esercito ha staccato un argento che la dice lunga sul suo potenziale. Dopo alcune fiammate lo scorso fine settimana in coppa del Mondo, il messaggio dato a Saalbach è sin troppo chiaro: "quest'anno lui sarà ancora uno degli uomini da battere". Bene anche il francese del team Laspo William Bon Mardion.

Al femminile vittoria di Michaela Essl in 3h10 e spicci sulla rientrante Raffaella Rossi.  Dopo due brutti infortuni alle ginocchia la portacolori dello Sci Club Valtartano, qui in gara come ambassador La Sportiva ha dimostrato di esserci e che il successo di due anni fa al Trofeo Mezzalama non pè stato casuale.

MOUNTAIN ATTACK, GARA DA FARE:
Si respira un'aria strana nel centro di Saalbach.  Un aria da grande evento, una tensione, un'elettricità... Roba da "Al mio segnale scateniamo l'inferno". Ed è proprio così. Allo sparo che segna lo start i 1100 della prova Marathon (3100 up su tre salite)  & Tour (2000 su due ascese) partono con sci in mano e ritmi da mezzofondisti per guadagnare una buona posizione ai piedi del muro, un muro con pendenze del 70%. Qui sta all'atleta scegliere se salire con i rampant o affidare la propria sorte alla combinazione pelli, braccia, fortuna.

La prima salita è di quelle che ti segnano, ma il tifo in cima ti ripaga dello sforzo. Abbassate le leve con il calare del sole, ci si butta in discesa con quella strana luce che anticipa la notte. Giunti in fondo si sceglie: a sinistra la prova strong, a destra l'ultima erta da 1000m prima del traguardo. Noi quest'anno abbiamo deciso di seguire gli audaci... Beh la seconda salita è molto muscolare con una serie di muri che mettono alla prova braccia, gambe e convinzione. Ma giunti in cima la discesa merita (quest'anno era in condizioni perfette). La terza e ultima ascesa è un serie di di dossi con pendenze molto più simili alla nostra Sellaronda. Qui ormai la testa comincia a convincersi che bisogna fare in fretta e fa bene... il traguardo di Saalbach è qualcosa di unico. Un traguardo che almeno una volta nella vita bisogna tagliare...

Pivk Tadei [1]